Gli animali provano emozioni, sentimenti e un immenso senso di empatia: non si tratta di un semplice luogo comune, ma sono alcuni studi scientifici a dimostrarlo. Sul Fatto Quotidiano è stato presentato un libro dal titolo “L’intelligenza morale degli animali”, che spiega nel dettaglio il modo in cui anche quelle che vengono definite bestie riescono a sopravvivere in perfetta armonia. Per citare alcuni esempi, sono stati posti alcuni ratti all’interno di piccole gabbie: gli scienziati davano loro del cibo, per procurarselo dovevano semplicemente azionare una leva. Tuttavia la stessa leva azionava un segnale elettrico che provocava una scossa molto dolorosa per un altro topo messo nelle vicinanze.

È bastata tale visione per far smettere il gruppo di ratti di azionare la leva e prendere il cibo. Non solo i ratti, ma anche le scimmie, in particolare le scimmie bonobo, che condividono prontamente il cibo con le proprie compagne. Infatti gli esemplari di bonobo se si rendono conto che nel branco ci sono altre scimmie che hanno ricevuto dei bocconi meno ricchi o meno gustosi, sacrificano il proprio pasto in nome dell’amicizia e dell’unità. Quello che può sembrare un fatto sentimentale però va ben oltre le belle parole e i gesti di affetto fra le specie: come hanno spiegato gli scienziati che da anni studiano questi animali, è un comportamento necessario alla sopravvivenza e alla continuità della specie.

C’è anche un senso di protezione alla base del comportamento degli animali, come è stato visto nel caso di alcune elefantesse. Queste, appena vedevano che le femmine più piccole venivano attaccate da altri esemplari più grossi, senza esitazione si muovevano dinanzi a loro in segno di protezione, molto spesso anche a costo di ferirsi. Senza una cooperazione del genere, senza condividere il cibo nelle avversità e senza aiutarsi l’un l’altro nel momento del bisogno, molti di questi animali non sarebbero sopravvissuti.

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