Non si ferma l’ondata che a livello mondiale sta travolgendo i circhi, in cui gli animali vengono tenuti prigionieri e poi sfruttati per soddisfare le esigenze del pubblico. Pare che vi sia una sensibilizzazione in tutti i paesi, che prima ha coinvolto il Regno Unito, poi altri, fra questi il Guatemala. La storia delle 12 tigri e i 5 leoni liberati da poco in un rifugio per animali fa riflettere molto, fa capire a che livelli possa spingersi la sofferenza alla quale questi animali selvatici siano sottoposti durante l’addestramento. Nel corso degli anni divengono alienati, dimenticando quale sia il loro posto, la loro vera natura.

Ma grazie al lavoro dell’ADI, ovvero la Animal Defenders International, un’associazione animalista di grande rilievo in Guatemala, le tigri e i leoni hanno ritrovato casa loro. I volontari animalisti sono attivi dagli anni ’90 e sin da allora si battono per i diritti di tutti quegli animali che vengono sfruttati. Così dopo anni e anni di battaglie per dimostrare lo stato di inadeguatezza in cui erano costretti quegli animali, hanno finalmente ottenuto la vittoria tanto sudata. E hanno potuto trasportarli dalle grigie celle anguste del Guatemala in cui erano rinchiusi ai verdi pascoli del Sudafrica, nel Wildlife Sanctuary.

La reazione di tigri e leoni è stata tale da lasciare gli operatori volontari senza fiato: dopo anni di prigionia nelle celle, persino il contatto delle zampe sull’erba era per loro un qualcosa di sconosciuto. Le immagini che sono state registrate strappano un sorriso ma anche una lacrima, perché fanno capire lo stato in cui sono ridotti quegli animali dopo anni e anni di vessazioni. A motivo del loro stato i volontari che li hanno liberati però non hanno potuto rilasciarli direttamente nella natura selvaggia, ma hanno dato loro un posto nel rifugio, dove ci saranno delle persone a prendersi cura di loro.

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