Un servizio a pagamento per tutti i clienti più carie affezionati: questa la realtà a cui si sono trovati davanti i poliziotti a Venezia, dove in un giro di locali notturni anziché i classici spettacoli di lap dance hanno trovato un vero e proprio giro di prostituzione. Negli ultimi tempi i gestori di un paio di club hanno capito come aumentare il fatturato, quindi hanno cominciato a sfruttare le proprie dipendenti come escort. Ora sono fermi con l’accusa di istigazione alla prostituzione, nell’inchiesta sono stati coinvolti circa 200 clienti che periodicamente si vedevano con le donne. Più che del procedimento giuridico, tali uomini hanno paura che, una volta uscita allo scoperto la vicenda, possano perdere moglie e famiglia.

Molti di loro infatti sono imprenditori e lavoratori che hanno chi li aspetta a casa, e chi li aspetta è all’oscuro di tutta la storia. Non si tratta di un banale giro di prostituzione ma di un servizio ben organizzato, con prezzi tutt’altro che economici, infatti le ragazze percepivano dai 150 ai 1500 euro. Lo stipendio dipendeva anche dalla qualità e dalle possibilità del cliente, in quanto venivano “serviti” sia i ragazzini più giovani che mai avevano visto una donna prima, sia gli uomini adulti che di esperienza alle spalle ne avevano.

C’erano varie possibilità, ad esempio passare la notte in hotel con la donna scelta, oppure portarla a casa, per un prezzo di 1500 euro. La ragazza veniva portata direttamente a casa dell’interessato, e dopo le sue prestazioni percepiva fino al 50-60% dell’importo totale. Il pagamento era effettuato non solo in contanti ma anche tramite pos per le grosse somme versate. Un sistema all’avanguardia, che vedeva la collaborazione di entrambe le parti, infatti le ragazze non potevano lamentarsi con uno stipendio che arrivava fino a 7-8mila euro al mese. E se non gradivano un determinato cliente, potevano anche rifiutarsi.

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