Ancora non c’è tregua nelle Filippine per tutte le vittime dei terremoti causati dall’eruzione vulcanica. Già da qualche giorno ci è giunta notizia dell’eruzione del vulcano Taal, che ha costretto migliaia di persone a evacuare improvvisamente la città. Il vulcano si trova a meno di 100 km dalla capitale Manila, e c’è una zona tutt’intorno che è particolarmente a rischio. Ad essere maggiormente al centro dell’attenzione in queste ultime ore sono i bambini, che sono stati costretti a scappare senza preavviso, non potendo portare nulla con sé. Da un momento all’altro hanno lasciato casa, scuola e giochi per essere portati in un centro di accoglienza, dove almeno avranno salva la vita.

Tuttavia le condizioni di tali centri sono molto anguste, infatti secondo le fonti locali e i volontari che si stanno impegnando per portare in salvo quante più persone possibile, tali strutture sono fredde; i nuovi ospiti sono costretti a dormire su pavimenti gelidi e senza il minimo comfort. Le forze dell’ordine che hanno gestito l’evacuazione hanno fatto in modo che le persone lasciassero indietro tutto ciò che avevano, inclusi ad esempio gli animali domestici, che sono stati abbandonati al proprio destino. Ora, il vulcano continua a dare segni pericolosi, potrebbe eruttare da un momento all’altro generando un’esplosione di detriti e rocce.

Per tale motivo va fatta attenzione, ma ciò non toglie che le condizioni nei centri accoglienza siano molto precarie. Neppure i pannolini per i più piccoli, neanche i beni di prima necessità per l’igiene intima e personale, queste sono le condizioni in cui la popolazione sta vivendo ora. I volontari di Save the Children si stanno adoperando per aiutare i bambini vittime della situazione, ma come fanno notare tutti, ci servirebbe un sostegno idoneo e mirato, anche dal punto di vista psicologico, in modo che questi piccoli possano superare nel migliore dei modi questo momento.

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