Le aree per i cani sono state create appositamente per garantire loro uno spazio in cui svagarsi; ma cosa accade se un essere umano entra e da tale situazione scaturisce un danno? Ebbene, un avvenimento del genere si è verificato qualche giorno fa e ha scatenato non poche polemiche da entrambe le parti. Un bambino è stato aggredito da un pastore tedesco che si trovava nell’area cani e, come ha visto il piccolo gli ha dato un morso sulla gamba. Ecco com’è andata: il cane responsabile si trovava con la sua padrona, che lo aveva momentaneamente perso di vista. Poi è arrivato il bambino, la vittima, insieme a sua nonna.

I due si sono introdotti nell’area cani non pensando ad alcun pericolo, quindi il pastore tedesco ha sferrato il colpo al bambino, che è rimasto a terra dolorante. La padrona del cane non ha realizzato subito quel che stava succedendo e, dato che si trovava in area cani, non si è premurata di prestare soccorso al bambino, né ha voluto lasciare le proprie generalità alla nonna ritenendo che l’incidente non fosse una sua responsabilità. La nonna del bimbo però ha avuto l’idea di scriversi il numero della targa su cui la sua avversaria si è allontanata, in modo da ritrovarla in un secondo momento.

Il bimbo per fortuna sta bene, è stato portato al pronto soccorso dove i medici gli hanno suturato la ferita con alcuni punti e gli hanno dato 10 giorni di malattia. L’opinione pubblica è divisa, non sapendo a chi dare la ragione perché, se da un lato la nonna ha mostrato imprudenza portando il bambino nel recinto dei cani, dall’altro la proprietaria del pastore tedesco non avrebbe dovuto abbandonarlo a sé perdendo ogni azione di controllo su di lui. La Cassazione ha confermato quest’ultima versione, escludendo la mancanza di responsabilità della donna.

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