Essere Animali è un’associazione che si batte per i diritti animali, ma stavolta ha svolto un’inchiesta abbastanza insolita. Sono state portate alla luce le condizioni in cui versano alcuni pesci di allevamento, ma forse dire alcuni è riduttivo. In particolare orate e branzini sono stati al centro delle indagini, in quanto costituiscono le specie maggiormente importate nel nostro paese. Ben 64mila tonnellate provengono dagli allevamenti situati in Grecia e raggiungono l’Italia per essere consumate. Ma non tutti conoscono lo stato in cui questi pesci sono cresciuti e allevati, né le torture cui sono, spesso inutilmente, sottoposti.

Tanto per cominciare, gli spazi in cui vivono sono molto ristretti, vivono in delle piccole gabbie in cui sono addossati l’uno all’altro. Inoltre, le condizioni igieniche sono pessime, la diffusione di batteri e parassiti è praticamente la normalità, quindi molti esemplari sono soggetti a malattia per tutta la loro breve vita. La mancanza di spazio li costringe a scontrarsi, procurandosi delle brutte ferite, che aggravano la situazione igienica, già pessima per lo scarso ricambio di acqua. Questa anche a occhio nudo appare torbida, si può ben osservare che non è idonea per la crescita di pesci sani. Ad ogni modo, per prevenire le infezioni che comporterebbero una massiva perdita di pesci, gli allevatori provvedono loro antibiotici e antiparassitari.

Ovviamente durante la somministrazione non è fatta alcuna discriminazione fra i pesci sani e quelli malati, ma vengono tutti sottoposti ai trattamenti allo stesso identico modo. Ma la parte peggiore è l’uccisione degli animali, che vengono catturati tramite delle grosse reti apposite. Loro ne sono perfettamente consapevoli, infatti si agitano parecchio nel tragico momento; in seguito vengono posti in delle vasche di acqua e ghiaccio, pratica che serve a dar loro il colpo di grazia, facendoli morire a motivo delle basse temperature, una pratica barbarica che non è contemplata nei regolamenti europei.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here