Ancora maltrattamenti animali nella provincia di Rimini, ma stavolta il colpevole è stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione. Il suo avvocato ha intenzione di presentare un ricorso, nella speranza di ottenere l’assoluzione del suo assistito. Il fatto risale allontano 2015 quando le guardie ecozoofile fecero irruzione nell’allevamento clandestino di un 57enne che aveva creato una vera e propria prigione per le sue bestie. Non a caso il posto venne definito dai media allevamento lager, in quanto le condizioni irregolari e spietate in cui venivano tenuti gli animali hanno colpito particolarmente la sensibilità dei lettori.

Oltre alle condizioni in cui erano tenuti, ai limiti dell’illegalità, anche la macellazione dei capi di bestiame era del tutto illegale. A fare la guardia ai vari recinti c’era un cane di razza spinone, una femmina, mentre il suo compagno, un maschio della stessa razza non ha avuto la stessa sorte. Infatti la sua salma è stata ritrovata nel retro della struttura, era morto da giorni, secondo il proprietario per motivi accidentali, ma ci sono ragionevoli motivi per mettere in dubbio tale versione. Inoltre c’erano cavalli imprigionati in angusti recinti che a malapena li contenevano, un asino che era stato legato con una stretta catena e costretto sotto il sole tutto il giorno.

Ad aggravare la posizione dell’allevatore c’è anche il possesso di armi, che egli deteneva illegalmente; senza curarsi minimamente delle più elementari misure di sicurezza le custodiva in una roulotte. C’erano un fucile da caccia e alcune munizioni, erano conservate in modo che chiunque potesse entrare nella roulotte e impossessarsene, mettendo in pericolo la vita propria e di altri. Un altro ritrovamento alquanto macabro è stato fatto nei dintorni dell’allevamento abusivo, si tratta di alcune ossa di equino che probabilmente derivano dalla macellazione clandestina dei capi di bestiame.

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