Si è risvegliato un mostro nelle Filippine, seppur di dimensioni contenute: si tratta del vulcano Taal, la cui eruzione ha fatto notizia in questi giorni. Il vulcano è bellissimo, si trova sull’isola di Luzon, a circa 50 chilometri dalla capitale Manila e, per fortuna non ha mietuto vittime, o almeno non vittime umane. Il luogo è una meta turistica molto gettonata, ma si conoscono anche i pericoli legati al vulcano, per cui le persone sono state messe in salvo in maniera molto efficiente e veloce. Non si può dire la stessa cosa degli animali purtroppo, che sono stati allontanati dai loro proprietari.

In pratica è stata una vera e propria condanna a morte per loro; la decisione che ha molti potrà sembrare crudele, è stata imposta dalle autorità del posto. Infatti, quando è scattato l’allarme subito è stata messa in atto l’evacuazione, i cittadini sono stati letteralmente prelevati dalle loro abitazioni. Purtroppo però, l’ordine dato ai militari responsabili del piano di evacuazione prevedeva di lasciare gli animali indietro, così che i cittadini non hanno potuto portarli con sé. Con le lacrime agli occhi e a malincuore, molti sono stati costretti a scappare con la consapevolezza che alcuni dei loro migliori amici stavano perdendo la vita.

A provocare danni mortali alle vittime animali in particolare è la polvere di cui l’aria circostante il vulcano è satura. Gli animali sono molto più sensibili degli esseri umani e respirare tali sostanze inquinanti – che già per le persone sono fatali – causa loro notevoli danni. In particolare oltre l’inalazione è molto pericoloso il contatto con gli occhi che li danneggia in maniera irreversibile. Per fortuna in queste ore ci sono molte associazioni di volontariato che si stanno adoperando per raccogliere provviste e denaro necessari ad aiutare le vittime dell’eruzione. Ancora c’è tanto lavoro da fare, ma si spera in meglio.

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