È stata finalmente data la risposta a un quesito che molti si fanno da tempo: è vero che il cellulare “fa venire il cancro”? sono stati molti e controversi i pareri ascoltati negli ultimi anni a riguardo, ma finalmente sono stati pubblicati dei risultati attendibili. La questione nacque quando un impiegato della Telecom, Roberto Romeo, sviluppò un tipo di tumore al nervo acustico, di preciso un neurinoma dell’orecchio destro. All’epoca Romeo lavorava in diretto contatto col suo dispositivo, la situazione si è protratta per 15 lunghi anni e l’uso del cellulare durava circa 4 ore al giorno, ovvero 840 ore all’anno, ovvero 12.600 ore in totale per tutti gli anni in cui è stato dipendente della Telecom.

Qualche tempo dopo la triste notizia della malattia, Romeo avviò un’azione legale nei confronti dell’azienda per la quale aveva lavorato. Sin da allora sono stati molti gli studi effettuati sul caso, come pure sul nesso che c’è fra l’uso del cellulare e il tumore. Così nel mese di aprile del 2017 il giudice condannò l’Inail a elargire il risarcimento all’ex dipendente, ma la causa si è protratta fino a quest’anno arrivando alla Corte d’Appello di Torino, la quale si è pronunciata a favore di Romeo, che quindi riceverà il risarcimento.

Ma a questo punto sono tante le domande da parte del pubblico, dovute soprattutto all’imprecisione riguardo al tema. Infatti per molti anni ci sono stati studi controversi, in quanto molti erano i negazionisti che confutavano le accuse. Ora è stato finalmente scoperto il nesso fra l’esposizione prolungata alle radiofrequenze emesse dal cellulare e lo sviluppo del tumore. Ma perché nessuno aveva mai parlato chiaro? Secondo i legali della vittima risarcita, ci sarebbe un enorme conflitto di interessi, quindi l’atteggiamento comune tende a tranquillizzare l’opinione pubblica anche a volte incoraggiando quello che è un uso scorretto dei dispositivi, apparentemente innocui.

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