Aveva mangiato un panino a lavoro durante la pausa pranzo: tale pasto gli è costata la vita dopo quattro anni di coma. Questa la storia di un giovane dipendente tedesco di 26 anni che è stato avvelenato da un collega. Ma, procedendo con ordine, ecco la ricostruzione dei fatti: i due colleghi erano intenti a consumare il loro pranzo durante la pausa lavorativa apposita. La vittima si è allontanata dal suo panino, ed è stato allora che l’altro, un uomo di 57 anni, ha messo della polvere tossica nel suo alimento. Il più giovane pochi minuti dopo ha mangiato e si è sentito male, quindi è stato portato in ospedale, dove è stato ricoverato.

È rimasto in coma per ben quattro anni, ma il suo carnefice è stato incastrato grazie alle telecamere di sorveglianza installate nell’edificio. I due si trovavano nella città di Schloss Holte-Stuckenbrock e ad emettere la sentenza è stato il tribunale di Bielefeld. Gli inquirenti dopo aver visionato le prove fornite dalle registrazioni hanno fermato e arrestato il colpevole, che è stato condannato all’ergastolo con l’accusa di tentato omicidio. Ma ora che il ventiseienne è venuto a mancare quasi di sicuro l’accusa sarà cambiata.

Sin dal primo momento le condizioni della vittima erano alquanto gravi, se non tragiche. In seguito alle opportune analisi i medici hanno scoperto che la sostanza che prima gli ha causato un malore e poi lo ha ucciso è l’acetato di piombo; si tratta di un veleno per il corpo umano, che provoca un danno diretto agli organi, fino a determinarne l’insufficienza. L’azienda in cui i due protagonisti di questa vicenda lavoravano si occupa di verniciatura, le immagini delle telecamere hanno mostrato chiaramente la scena del delitto. L’uomo responsabile dell’avvelenamento non ha avuto nulla da dire e non sono state chiarite le motivazioni che lo hanno spinto all’omicidio.

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