Aveva rubato il cellulare di un minorenne, così il padre della vittima lo ha inseguito e ucciso. È questo quanto accaduto a Imola, una tragedia che ha visto coinvolto un operaio di 44 anni il quale, in preda alla rabbia si è messo al volante. Un amico del figlio, un marocchino regolare che vive in Italia da anni, ha rubato il cellulare del figlio, così l’uomo ha deciso di vendicarsi, anche se i suoi piani erano diversi. L’uomo è un operaio di Imola di 44 anni, ieri sera verso le 22:30 si è messo all’inseguimento del ladro che ha derubato suo figlio.

Una volta che lo ha individuato, lo ha fermato con la sua auto e lo ha investito; poco dopo è stato trovato e fermato dalla Polizia di Stato, che lo ha accusato di omicidio volontario. È stato sottoposto a un duro interrogatorio e ha ammesso le sue responsabilità, dicendo di non voler realmente uccidere la sua vittima, voleva solo sbarrargli la strada e spaventarlo. Lo avrebbe affrontato faccia a faccia, poi però si è accorto di aver esagerato, l’impatto con la vettura ha ucciso il giovane marocchino. Tuttavia dopo aver realizzato di aver ucciso il giovane ha subito chiamato il 118 per tentare di soccorrerlo.

Purtroppo durante il trasporto della vittima in ospedale questa è venuta a mancare, il giovane marocchino è morto durante il tragitto. Pochi istanti prima dell’omicidio la Polizia aveva ricevuto delle segnalazioni di una macchina che sfrecciava ad alta velocità per le strade di Imola. Una Jeep che si è infilata nelle stradine strette ad elevata velocità, poi ha raggiunto la vittima, in una stradina stretta e senza marciapiedi. Secondo l’avvocato del responsabile, bisognerà tener conto del fatto che nonostante tutto le intenzioni dell’uomo non erano omicide, dopo ha prestato soccorso alla sua vittima e si è pentito di quello che ha fatto.

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