Un uomo ha accoltellato 5 persone in una cittadina che si trova a 50 chilometri da New York. È accaduto nella comunità di Monsey e il movente sembrerebbe proprio l’odio religioso, infatti il responsabile del fatto ha fatto irruzione nella casa di un rabbino durante la celebrazione dell’Hannukkah, una delle più importanti feste ebraiche. L’aggressore è un uomo di 37 anni originario della zona, era armato con un machete e, una volta entrato all’interno dell’abitazione, ha cominciato ad attaccare tutti con l’arma, colpendo 5 persone. Tra questi feriti c’è anche il figlio del rabbino, due di loro, secondo le fonti, sono ricoverati in condizioni gravi.

Non è purtroppo un episodio singolare, infatti secondo quanto riportato dal New York Times si tratta dell’ennesimo di una serie di attacchi. Ne sono stati contati all’incirca una ventina negli ultimi tempi, tutti a stampo antisemita, tutti nell’area di New York e delle piccole città limitrofe. L’attentatore si chiama Thomas Grafton, ha 37 anni e vive a Greenwood Lake, una località non poco distante dal posto in cui è avvenuta la strage. L’uomo è stato fermato e arrestato dalla polizia, è già stata fatta una prima udienza nel corso della quale Grafton è rimasto in silenzio, ma ora dovrà ritornare in tribunale il 3 gennaio.

Il giudice ha stabilito una cauzione, una cifra di 5 milioni di dollari, mentre il sindaco di New York Bill De Blasio si è pronunciato in maniera molto dura e determinata. Ha detto che lui in primis con l’aiuto dei suoi, si impegnerà affinché questi attacchi non diventino routinari, dal momento che avvengono sempre con maggiore frequenza. Negli ultimi tempi sono drasticamente aumentati, ma sia il governo che le forze dell’ordine provvederanno affinché non vadano avanti. Anche il presidente Donald Trump è stato drastico invocando l’unità di tutte le risorse a disposizione per combattere l’antisemitismo.

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