Dei ragazzi che fanno vomitare, questa l’accusa lanciata in una pizzeria a tre giovani di età compresa fra i 20 e i 23 anni. Accade a Vibo Valentia, con precisione in un piccolo paese della provincia, Filadelfia, un comune di circa 5000 abitanti. I tre ragazzi, affetti da sindrome di Down si erano recati nel locare per mangiare una pizza insieme a un accompagnatore e alla mamma di uno di loro. Accanto a loro, un tavolo composto da una famiglia di tre persone, mamma, papà e figlia: non è ancora chiaro cosa li abbia infastiditi a tal punto da far loro lasciare il locala lamentandosi ad alta voce.

Perché sarà anche vero che sono malati, hanno spiegato, ma non possono stare in un luogo pubblico così. Eppure, come spiega la mamma di uno dei tre ragazzi, non hanno fatto nulla di fastidioso durante la serata, al massimo hanno tossito. Infatti a uno di loro è andato di traverso l’antipasto, ma la reazione dei clienti che hanno urlato “Ci fanno vomitare” è parsa immotivatamente esagerata. La mamma, Concetta, ha spiegato a Open, il quotidiano online tutta la vicenda che ha scosso sia lei che l’altro accompagnatore e, ovviamente le tre vittime degli insulti.

L’altro accompagnatore, Francesco, è alla guida di un gruppo che si occupa di dare una maggiore autonomia ai ragazzi con sindrome di Down. I tre ragazzi ne fanno parte: questo programma si occupa di responsabilizzare i giovani affetti partendo dai piccoli gesti come fare la spesa. Inizialmente era finanziato dal comune, poi con la crescita ha raggiunto una propria autonomia che mantiene tutt’ora con successo. I responsabili hanno raccontato come quest’anno i ragazzi abbiano provveduto da soli a fare i regali di Natale, si sono recati al supermercato e hanno fatto la spesa, hanno imparato dalle piccole cose a gestire delle somme di denaro.

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