Il nuovo ministro dell’Università è napoletano: docente di Tecnica delle Costruzioni della facoltà di Ingegneria, Gaetano Manfredi è stato da poco scelto per questo incarico. Il dicastero è stato nuovamente diviso, dopo che fu riunito dal governo Berlusconi, quindi ora ci saranno il Ministro dell’Università e della Ricerca e, separatamente, il Ministro dell’Istruzione. Il neo Ministro ha grandi progetti per il Paese e soprattutto per il futuro dei giovani, quelli impegnati nella ricerca il cui obiettivo è sempre più spesso quello di abbandonare la propria terra natia per mancanza di possibilità. Quindi, spiega Manfredi, fra le priorità c’è quella di andare in direzione opposta, creare delle opportunità per coloro che sono preparati e motivati.

Sarebbe una notevole inversione di tendenza, considerando alcuni dati allarmanti che emergono da molti anni a questa parte. L’ingegnere di origini campane ha messo in risalto il rischio che corre il nostro Paese dal punto di vista economico, sociale e culturale a motivo dell’isolamento da parte dei più preparati che sono i protagonisti della “fuga dei cervelli”. La società ne risulta ampiamente danneggiata, considerando anche la concorrenza degli altri paesi, infatti in Italia abbiamo un numero basso di persone laureate rispetto all’estero – in particolare gli altri paesi dell’UE – e come se non bastasse, i nostri laureati scelgono, alla fine del percorso formativo, proprio i Paesi “concorrenti”.

Basti pensare che paesi come la Francia o la Germania rappresentano floride terre d’approdo per i giovani neolaureati che, se in Italia non trovano alcuna occupazione, nel resto d’Europa raggiungono posti di notevole prestigio in quanto la loro preparazione viene riconosciuta. Stessa cosa dicasi per la ricerca, che in Italia è sottovalutata, l’obiettivo del nuovo ministro sarà anche quello di incentivarla, creando delle opportunità sia per i nostri studiosi che quelli provenienti dall’esterno. Non sono mancate le critiche al governo, ma il neo eletto Manfredi sembra molto fiducioso nel futuro.

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