L’attività fisica fa bene, ma fino a che punto? Si dice da sempre che svolgere due o tre ore di attività fisica ogni settimana aiuti a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche, come il diabete. Ma stavolta gli studi si sono spinti oltre e hanno dimostrato che svolgendo una regolare attività motoria si riduce anche il rischio di sviluppare il cancro nel corso della propria vita. I ricercatori appartengono al National Cancer Institute e hanno pubblicato il loro studio sul Journal of Clinical Oncology. Per la prima volta si è parlato in termini sia qualitativi che quantitativi dei benefici dell’esercizio fisico nella prevenzione dello sviluppo di cancro.

È stato finalmente dimostrato che l’attività fisica ha un effetto benefico e preventivo; secondo le linee guida l’obiettivo dovrebbe essere quello di svolgere dalle 2 ore e mezza alle 5 ore a settimana di esercizio moderato, mentre, se si passa a esercizi intensi il tempo può essere ridotto anche a un paio di ore. Lo studio è stato condotto su 750mila soggetti adulti e il risultato che è emerso è una correlazione diretta fra la quantità di esercizio fisico e l’insorgenza di alcuni tipi di cancro. Il gruppo di ricerca ha usato come unità di misura il Met, ovvero Metabolic equivalent of task.

Il Met serve a stimare il consumo, o costo metabolico che si verifica durante l’attività: ovviamente il numero di unità cresce in maniera proporzionale all’esercizio svolto. Sono stati quindi analizzati ben 15 tipi di cancro, di questi sette sono “prevenibili” con un costante e corretto esercizio fisico, perciò all’aumentare dell’esercizio si riduce significativamente il rischio di sviluppare la malattia. I tipi di cancro analizzati sono: cancro al seno nelle donne, al colon negli uomini, carcinoma renale, carcinoma epatico, mieloma, linfoma non-Hodgkin. Per abbassare significativamente i rischi basta solo qualche ora di attività fisica a settimana.

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