Avere un cane da bambini può rivelarsi protettivo nello sviluppo di alcune malattie psichiatriche: almeno questo è emerso da uno studio condotto dall’università John Hopkins di Baltimora. I ricercatori hanno scoperto infatti che c’è un nesso che collega i pazienti che da piccoli hanno avuto un cane e la schizofrenia. Tali pazienti infatti sembrerebbero meno esposti al rischio di sviluppare la patologia: non si tratta di avere un qualsiasi animale domestico, ma è proprio il cane in quanto tale a garantire questa sorta di protezione. A dimostrazione di ciò, è stato ricercato un effetto simile nei padroni dei gatti, ma non è stato trovato nulla a loro favore.

La spiegazione degli esperti al momento è solo un’ipotesi, saranno effettuati altri accertamenti in futuro. Tale ipotesi sostiene che l’effetto protettivo sia dovuto al microbioma, ovvero tutti i micro organismi che vivono nel corpo umano come ospiti coadiuvando alcune delle funzioni più importanti. È stato osservato infatti che nei soggetti schizofrenici tale microbioma è diverso rispetto a quelli sani: il contatto con il cane potrebbe promuovere in tal senso delle modifiche che rendono le persone meno soggette allo sviluppo del disturbo psichiatrico. Lo studio è stato effettuato su un campione di circa 800 pazienti, di cui metà affetti da schizofrenia, l’altra metà da disturbo bipolare.

Questi sono stati messi a confronto con un gruppo di controllo, ovvero soggetti sani, di circa 500 persone. A tali persone è stato chiesto se avessero avuto un animale domestico da bambini, in particolare un cane. Hanno quindi raccontato la loro storia, con tanto di dettagli su quando si fosse verificato l’ultimo contatto con l’animale. Così è emerso che chi ha avuto un cane durante l’infanzia, ha il 24% di rischio in meno di sviluppare la malattia mentale, percentuale che si eleva al 55% nel caso di coloro che lo hanno avuto sin dalla nascita.

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