Un grande orgoglio per un animale tipico delle terre del centro Italia: si tratta del pastore abruzzese, conosciuto anche come maremmano. È il tipico cane da guarda dei greggi e dei campi, storicamente riconosciuto e apprezzato per queste sue doti. Un motivo di grande orgoglio, dunque, per la regione Abruzzo, che vede uno dei suoi più fieri esemplari riconosciuto come patrimonio nazionale. La proposta per rendere tale l’esemplare era stata fatta la scorsa estate ed è stata approvata dopo qualche mese. È stato pubblicato un ampio riconoscimento nei confronti del cane da pastore abruzzese, molto apprezzato per le sue doti e per la sua fedeltà.

In particolare, da generazioni questo esemplare si occupa di badare alle greggi di pecore, ragion per cui è anche conosciuto come cane da pecora o mastino abruzzese. Il suo aspetto è inconfondibile, si tratta di un cane di grossa taglia, dal folto pelo bianco e la natura selvaggia. È molto legato al suo proprietario, nei confronti del quale sviluppa un rapporto di sottomissione ma anche di protezione. Stessa cosa può dirsi per il gregge a cui viene affidato, infatti uno dei motivi per cui si sceglie questo tipo di cane è la sua attitudine a proteggere. Verso gli estranei è diffidente e, se nota qualche atteggiamento ambiguo verso i suoi protetti, è pronto ad attaccare.

È, come comunicato dalla regione, un “capolavoro della selezione genetica” avvenuta nel corso di decenni e decenni. Un componente essenziale dunque insostituibile per i contadini e i pastori locali, il cane da pastore abruzzese rappresenta anche un importante elemento della tradizione locale. Anche la sua cura è alquanto semplice, non richiede particolari attenzioni, essendo la sua natura selvaggia e idonea alla vita all’aperto. Gli esperti infatti raccomandano solo qualche spazzolata fatta di tanto in tanto, per garantire la salute del folto manto di pelo bianco.

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