Christmas Blues: è si una tendenza, ma non riguarda la moda e non è una felice trovata pubblicitaria. Anzi, con l’avvicinarsi delle festività natalizie è un tipo di disagio che viene avvertito da coloro che non sentono propriamente lo spirito del Natale. Il termine Blues indica uno stato di solitudine, tristezza, malinconia, gli esperti lo hanno definito come un senso di malessere generale dovuto alla festività. È caratterizzato da ansia, malinconia e senso di inadeguatezza: l’esatto opposto di quello che la festa natalizia dovrebbe rappresentare. Secondo alcuni la causa è da ricercarsi anche nella frenesia generata dai media e dal pensiero dominante, che genera modelli non sempre facili da emulare.

Ad esempio, la classica pubblicità rappresentativa del Natale rappresenta una famiglia felice, perfetta, questa è la condizione per poter trascorrere delle feste in serenità. Ecco perché molti, non rispecchiandosi in tale immagine, rinunciano lasciandosi andare a sentimenti negativi e malinconici. Molti altri invece non si rispecchiano affatto nel significato che ha assunto oggigiorno la festa, che è oramai diventata un’ennesima occasione per esaltare una mentalità consumista che neppure nei periodi di crisi nera scompare. Ecco da cosa deriva il Christmas Blue, ovvero la tristezza legata al Natale.

Ma la solitudine natalizia non è vista in maniera negativa da tutti, infatti l’essere soli è spesso sottovalutato dai più. Oggi in particolare, in un’epoca in cui viene favorita la socializzazione in ogni ambito, l’era della comunicazione, la solitudine viene alquanto demonizzata. Ma spesso non si realizza che proprio la temuta solitudine potrebbe essere un modo per ritrovare sé stessi, per pensare e riflettere. Una volta zittite le voci dall’esterno si ha infatti la possibilità di esplorare più a fondo la propria interiorità, cosa che non è affatto possibile fare in un mondo frenetico fatto di pacchi regalo e acquisti, frenesia e ansia di comprare.

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