Un caso di malasanità quello avvenuto a Catania ai danni di alcuni pazienti operati con interventi di angioplastica. Il responsabile di tutto ciò è l’ex primario del reparto di emodinamica Alfredo Ruggiero Galassi: il pubblico ministero aveva chiesto una pena di tre anni e il giudice ha stabilito una pena pari al doppio, condannando il medico a sette anni e sei mesi. L’accusa che è costata al primario anche l’interdizione in perpetuo anche dai pubblici uffici, è l’utilizzo di farmaci scaduti nel corso di alcuni interventi di angioplastica, ne sono stati individuati almeno due. I capi d’accusa erano abuso d’ufficio e somministrazione di medicinali scaduti.

Ecco perché il pm Agata Consoli aveva chiesto tre anni di reclusione, pena che è stata raddoppiata. Nel corso degli interventi di angioplastica Galassi ha utilizzato degli stent medicali con farmaci scaduti. Si tratta di un’operazione molto comune che si fa per prevenire eventi coronarici acuti, lo stent è una struttura metallica che, una volta installata all’interno delle arterie, le mantiene pervie. La struttura viene prima dotata di alcuni farmaci che hanno un effetto anti-proliferativo per evitare un restringimento del lume delle arterie e quindi una recidiva della malattia. I farmaci in questione utilizzati da Galassi erano scaduti, motivo che gli è costata una condanna.

I carabinieri di Catania hanno svolto le indagini che si sono protratte per mesi, fino a giungere al colpevole; quanto ai suoi collaboratori, c’erano due cardiologi, che sono stati assolti. Quanto alla struttura sanitaria in cui è avvenuto il fatto, l’ospedale Cannizzaro, è stato citato sia come parte civile che come responsabile. Secondo le indagini degli inquirenti non sono stati arrecati danni all’ospedale, che al contrario sarebbe responsabile di quanto accaduto. Ora il medico non potrà più esercitare la professione, sarà interdetto per il resto della sua vita, questo avvenimento ha stroncato la sua carriera per sempre.

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