Razzismo o esagerazione? Questa la domanda che tutti continuano a farsi sui social e sul web in generale: la vicenda in questione è quella accaduta a Sondrio, dove una donna di origini nigeriane ha perso sua figlia. La donna si trovava in ospedale, dove la figlia era stata portata d’urgenza in seguito a un malore; quando la madre, una giovane ragazza all’incirca 20enne, ha appreso la notizia riguardante la sua piccola, ha avuto la reazione più naturale che si possa immaginare. Urla strazianti e disperazione, quando ha realizzato che per la sua bambina di appena 5 mesi non c’era più nulla da fare, era scomparsa per sempre.

Tuttavia tale reazione non è stata condivisa, tantomeno compresa dagli altri che si trovavano nella struttura ospedaliera. Infatti molti sono stati i commenti dispregiativi nei confronti della giovane mamma; ecco perché l’opinione pubblica si è divisa, fra coloro che difendono la donna e il suo diritto di esprimere il cordoglio come meglio crede, e coloro che ritengono la questione troppo pubblicizzata, un’esagerazione. La donna nigeriana non ha trattenuto la sua sofferenza e, dopo aver appreso la notizia è scoppiata a piangere non risparmiandosi urla tali da farsi udire dal resto dei pazienti presenti in ospedale.

Alcuni hanno tentato di zittirla, ridicolizzandola e dicendo di mettere a tacere la “scimmia”, in riferimento alle sue origini. Così è scoppiata la polemica, che è stata ingigantita come accade ogni volta dai social network, dove tutti si sono sentiti in dovere di esprimere la propria opinione. In tal modo la sofferenza di una giovane madre per la perdita della figlia è diventata un vero e proprio caso mediatico. Addirittura le urla della donna, spontanee e naturali, sono state accomunate ad un rito tribale o satanico: per alcuni è veramente molto strano esprimere tanto dolore con tali modi per aver perso un figlio.

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