Una tragedia si è consumata a Roma, precisamente in un paesino in periferia, dove una famiglia composta da genitori e una figlia è stata sterminata in casa, nel silenzio. Si tratta di una famigliola di immigrati: lui, il papà, aveva 38 anni, mentre la sua compagna ne aveva 26, mentre la loro piccola figlia aveva appena due mesi. È accaduto nel comune di Labico, una piccola cittadina in provincia di Roma, qui la famigliola viveva in un appartamento, qui si erano stabiliti da pochissimi mesi. Provenivano dalla Nuova Guinea e ancora dovevano ambientarsi al nuovo ambiente, alla nuova casa.

La causa della morte, si pensa possa essere una intossicazione da monossido di carbonio, un gas inodore, incolore, che in passato mieteva molte vittime a motivo dalla sua impercettibilità. I tre non si vedevano in paese da molto tempo, erano alcuni giorni, secondo le testimonianze dei cittadini che li conoscevano anche solo di vista, che della famiglia non si avevano più notizie. Così è stato lanciato l’allarme ai Vigili del Fuoco, i quali hanno mandato sul posto il CRRC, ovvero il nucleo che si occupa di soccorso nei casi di rilascio di sostanze o gas particolarmente nocivi. Sono stati loro a fare la terribile scoperta dei corpi, abbandonati in appartamento, senza vita nell’indifferenza di tutti.

Purtroppo però non c’è stato nulla da fare, quando sono arrivati i Vigili del Fuoco i tre erano già privi di vita. Stando ad un primo riscontro sui tre cadaveri infatti, si pensa che la loro morte risalga a una decina di giorni fa all’incirca, fra il 7 e l’8 dicembre, quindi durante la nottata fra sabato e domenica. La fonte del monossido di carbonio è stata identificata in un braciere presente nella stanza principale della casa: da questo proveniva la perdita del pericolosissimo gas, che ha posto fine all’esistenza della famiglia.

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