È stato sbranato dai cani della sua compagna, o almeno era quanto credevano gli inquirenti prima che ci fosse la rivelazione. Infatti secondo le indagini del medico legale, Massimo Sartori, nome tristemente noto ai giornali per la morte violenta dei giorni scorsi, non sarebbe morto a motivo dei due animali. In breve, il suo decesso ha destato scalpore perché, dopo anni che li conosceva, i due rottweiler appartenenti alla convivente lo hanno sbranato. Inizialmente si credeva che gli animali avessero causato il decesso dell’uomo, che è stato dilaniato nel giardino della propria abitazione in provincia di Padova. Tuttavia a distanza di qualche giorno è venuta fuori una verità inaspettata.

Infatti Massimo era cardiopatico, e dai risultati dell’autopsia è emerso che è stata proprio la sua malattia a stroncarlo sul colpo. Il medico legale ha analizzato i morsi e le ferite che i due cani gli hanno procurato e ha concluso che le lesioni non erano abbastanza profonde da ucciderlo. Infatti i morsi, per quanto violenti, non hanno determinato la morte di Massimo Sartori, ma a farlo è stata la sua malattia cardiaca. Ancora è da accertare se sia avvenuto prima l’attacco dei cani o il malore che lo ha ucciso. Secondo alcune ipotesi l’uomo, una volta vistosi attaccato dai cani feroci, potrebbe aver avuto un attacco cardiaco.

Ancora resta da chiarire il motivo che ha spinto i due esemplari di rottweiler ad aggredire, apparentemente senza alcuna ragione, l’uomo che avrebbero dovuto conoscere da molto tempo. Secondo alcuni esperti, nonostante il tentativo dell’uomo di addomesticare questi animali, a volte prevalgono gli istinti primitivi che assumono un ruolo dominante. I cani, un maschio di due anni e una femmina di nove anni, avrebbero morso l’uomo solo dopo che questo è caduto al suolo, inoltre i morsi che gli hanno inflitto non sono tati fatali per lui, probabilmente il decesso è avvenuto prima dell’aggressione.

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