La tragedia che si è verificata l’altro ieri a Milano sembra non avere fine, soprattutto per i familiari e gli amici della vittima. Si tratta dell’incidente avvenuto tra un filobus e un camioncino della nettezza urbana, incidente nel quale ha perso la vita una donna di 49 anni. Il caso è diventato noto e ancora è da capire se vi sia effettivamente una responsabilità dell’autista, che come è stato accertato è passato con il semaforo rosso. Quello che resta da scoprire è se l’autista sia passato volontariamente quando non doveva o se ci sia stato un guasto tecnico che lo avrebbe condotto in errore.

Non si esclude neppure che il conducente non fosse nelle condizioni fisiche adatte alla guida, potrebbe aver avuto un malore. Le dinamiche dell’incidente sono state riportate da varie testate giornalistiche: la donna si trovava davanti, a bordo del filobus quando il mezzo ha avuto uno scontro frontale. Nell’impatto la donna, di origini filippine, è stata scaraventata fuori dal mezzo e dopo alcune ore di agonia è stata dichiarata morta, nel pomeriggio. In seguito all’urto con il furgoncino della spazzatura il mezzo pesante ha colpito anche un semaforo sradicandolo e lanciandolo a una distanza di circa 20 metri.

Si chiamava Shirley Ortega, per gli amici Shirl, aveva 49 anni e una figlia di 27 anni che lavora nella sua patria natia. Altre persone che sono state coinvolte nell’incidente sono due dipendenti dell’Atm, l’azienda di trasporti che gestisce i pullman: di questi uno è stato ricoverato in codice giallo mentre l’altro è uscito perfettamente illeso dall’incidente. Le persone care alla vittima ora chiedono giustizia, affinché siano chiarite tutte le responsabilità. Gli inquirenti stanno controllando anche il cellulare del conducente per verificare se costui fosse stato distratto dall’uso del dispositivo mentre era alla guida. Nei prossimi giorni arriverà il responso di tutte le indagini.

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