Un attacco all’infanzia è stata definita la condizione in cui versano milioni di bambini in tutto il mondo. I paesi maggiormente colpiti sono, come sempre, quelli del terzo mondo e, a pagare le conseguenze di guerre, disastri naturali e conflitti, sono i più piccoli. La stima fatta dall’Unicef è qualcosa di agghiacciante, infatti si calcola che entro l’anno 2020, ovvero fra un mese, i bambini che saranno nel bisogno raggiungeranno una quota di 59 milioni. Ecco perché la più famosa associazione umanitaria che si occupa dei diritti dell’infanzia ha deciso di organizzare una enorme raccolta fondi, forse la più grande mai fatta.

La Direttrice Generale dell’Unicef Henrietta Fore ha fatto alcune dichiarazioni per far comprendere lo stato di emergenza e la tempestività con cui vanno mandati gli aiuti necessari. L’obiettivo della raccolta è raggiungere almeno 4,2 milioni di dollari: infatti, mai come stavolta il numero di bambini costretti a vivere in condizioni miserabili ha toccato valori storici. Lasciano le proprie abitazioni da piccolissimi, sono strappati alle loro famiglie da guerre principalmente, ma fra le cause di morte ci sono anche le malattie infettive e le calamità naturali che si abbattono sul territorio. In particolare è da risolvere con una certa urgenza la situazione dei rifugiati siriani in Libano, Egitto, Turchia, Giordania e Iraq.

L’Unicef ha quindi lanciato la più grande raccolta di denaro di tutti i tempi, e la sua ambizione è quella di risolvere, o almeno in parte, i problemi di queste popolazioni. Si tratta di grave malnutrizione e carenze dal punto di vista sanitario per mancanza di medicinali e vaccini. Uno dei prossimi passi infatti sarà la vaccinazione contro il morbillo; poi ci si occuperà di fornire loro acqua potabile, sia per l’uso domestico che per l’igiene della persona. Sono circa 28 milioni le persone che non dispongono di questo bene essenziale.

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