Report, il programma condotto da Sigfrido Ranucci e creato da Milena Gabanelli, anche ieri sera ha mostrato un servizio degno della nomea del programma. Infatti fin troppo spesso su Rai 3 vengono diffuse verità scomode e alquanto sconvolgenti; la puntata di ieri ha riguardato, fra le altre cose, una grossa azienda che opera a livello mondiale, la Solvay. L’azienda, di origine belga, opera nel settore chimico della plastica, e come mostrato da Report, negli ultimi decenni è stata responsabile di alcuni dei maggiori disastri ambientali nel nostro paese. In particolare lo stabilimento di Spinetta Marengo, in provincia di Alessandria, ha causato danni e malattie ai residenti.

Il servizio si è soffermato sulle acque contaminate da varie sostanze tossica, tra cui metalli pesanti e scarti industriali che a breve termine erano impercettibili da parte di abitanti e lavoratori ma che oggi, a distanza di anni, hanno annientato la vita di molti di loro. Solo oggi infatti è venuto a galla lo scandalo, e nonostante ciò ancora non c’è una regolamentazione precisa riguardo alcune sostanze, ad esempio i famosi PFAS. Si tratta di molecole per le quali sono state dimostrate la tossicità e la cancerogenicità. Tuttavia nel nostro paese, non esiste un limite ben preciso per quanto riguarda le emissioni di PFAS.

Il servizio aggressivo di Report ha evidenziato anche le responsabilità, che vengono scaricate a vicenda fra la regione Piemonte e l’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente). Infatti, da un lato la regione asserisce che l’Arpa si occupa della questione, mentre dall’altro lato, i portavoce Arpa affermano di non essere a conoscenza di nulla. Nel frattempo i residenti si sono ammalati e stanno ancora scontando le conseguenze del disastro risalente a decenni fa, o almeno lo stanno facendo coloro che sono sopravvissuti. Per anni le falde acquifere sono state inquinate e gli abitanti del luogo hanno bevuto acque avvelenate e distribuite gratuitamente dall’azienda: la stessa acqua per la quale, negli uffici dei dirigenti c’era scritto “non potabile”.

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