Si è tolto la vita la scorsa sera il 34enne che un paio di anni fa uccise la fidanzata. Si chiamava Francesco Mazzega e i giudici temevano un simile gesto, infatti l’uomo era agli arresti domiciliari, in quanto all’interno di un carcere avrebbe avuto modo di compiere un atto del genere. A breve il tribunale avrebbe deciso: la pena è stata stabilita a 30 anni di reclusione, da scontarsi in carcere o ai domiciliari, ma non c’è stato il tempo per decidere, Francesco ha deciso di farla finita prima. Erano da poco passate le 22 quando è stato trovato il suo corpo nel giardino della sua abitazione in Friuli.

In quella residenza stava scontando i domiciliari e in quel giardino si è impiccato, dopo aver avuto una cena con la sua famiglia. L’uomo era noto alle autorità per la sua instabilità e un gesto del genere purtroppo era stato messo in conto, ma non ora. La sua condanna riguardava l’omicidio di Nadia Orlando avvenuto nel mese di agosto del 2017. Nadia era la sua fidanzata, aveva appena 21 anni e aveva conosciuto Mazzega sul posto di lavoro, ovvero l’azienda Lima di San Daniele del Friuli, che si occupa della produzione di protesi ortopediche.

Nadia era una ragazza amata e stimata da tutta la cittadina di Dugnano dove risiedeva, i suoi concittadini infatti la ricordano come una persona dolce ed empatica. Si impegnava molto per aiutare gli altri e partecipava a molte attività nell’ambito della parrocchia. Il suo fidanzato era geloso e possessivo ed al culmine di un attacco d’ira nei confronti della giovane 21enne, l’aveva strangolata. Alcuni parenti di lei erano molto preoccupati a tal proposito in quanto avevano notato degli strani comportamenti da parte del 34enne e temevano proprio qualcosa del genere. La stessa rabbia ha portato il 34enne, due anni dopo, a togliersi la vita nel proprio giardino.

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