L’attentato di Londra ha lasciato molti cittadini sconvolti, sono al vaglio le indagini per identificare le vittime. Una di loro è già stata individuata, si tratta di un ricercatore di appena 25 anni che lavorava all’Università di Cambridge. Si chiamava Jack Merritt ed era molto impegnato nel settore del sociale, infatti nel suo progetto lavorava per poter cambiare la vita ai detenuti: era coordinatore di un corso nel quale si occupava proprio di questo tema. Ora il padre di Jack lo piange, ma ha affermato di non volere assolutamente che la morte del figlio fosse strumentalizzata, cosa che neppure il giovane avrebbe voluto.

L’attentatore invece, è un ragazzo di 28 anni di origini pakistane, alla base del suo attacco ci sarebbe un legame con l’Isis, che non ha tardato a rivendicare gli omicidi a opera dell’uomo. Un’altra vicenda è venuta alla luce nell’ambito dell’attentato: c’è un uomo, un eroe che ha disarmato il terrorista togliendo il coltello dalle sue mani. Si tratta di un assassino in libertà vigilata, che nel 2004 sgozzò una giovane ragazza di 21 anni con problemi mentali legati all’apprendimento. L’uomo ha scontato 15 anni e la madre della vittima si è indignata, in quanto l’uomo è stato rimesso in libertà senza che lei lo sapesse.

Le polemiche sul sistema giudiziario inglese non si sono fatte attendere, soprattutto dall’ex capo dell’antiterrorismo che ha espresso le sue perplessità. Ha infatti detto che il problema è lasciare uscire dei criminali che hanno commesso reati molto gravi, rimettendoli in libertà con tutti i rischi correlati. Il reinserimento di questi individui nella società quando sono ancora radicalizzati è pericoloso, così si gioca alla roulette russa con la vita dei cittadini, per citare le parole esatte utilizzate da Carl Philips. L’altra vittima dell’attentato, una donna, ancora non è stata identificata ma gli inquirenti sono al lavoro e a breve risaliranno alla sua identità.

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