Ieri è stata la giornata contro la violenza sulle donne: sono emersi alcuni dati statistici a tratti preoccupanti, in quanto fanno venire a galla alcuni modi di pensare che sembrano giustificare atti violenti nei confronti del gentil sesso. Secondo i dati Istat infatti una buona parte della popolazione campione, almeno un quarto, ritiene che a provocare le violenze sessuali sia il modo di vestire delle donne, che provocano l’abuso. Infatti sempre più spesso si sente dire la frase “Se l’è cercata”, a motivo di una scollatura o di una gonna troppo corta. Circa il 2% invece, ritiene che se si costringe la propria compagna o moglie ad avere un rapporto sessuale non si tratta di una vera e propria violenza.

Ma non finisce qui, sono emerse anche le motivazioni che spingerebbero alcuni uomini a commettere abusi, tra queste la principale è che fin troppo spesso la donna non è considerata una persona quanto una proprietà e di conseguenza da tale viene trattata. Altri dettagli che vengono fuori dalle interviste sono i seguenti, ovvero: le donne “serie” non vengono violentate, mentre quelle che dicono di no molto spesso non intendono realmente no. Il 40% della popolazione ritiene inoltre che, se una donna vuole veramente evitare un rapporto sessuale forzato lo può fare, dipende dalle sue intenzioni.

Molte di queste idee sono oramai radicate da anni, ma è anche stato riconosciuto che spesso, alla base delle violenze domestiche, c’è un passato difficile, fatto di altrettanta violenza. Molti uomini poi, in preda all’effetto dell’alcol o di sostanze stupefacenti, non sono affatto in grado di controllare i propri istinti che fin troppo spesso sfociano nella violenza fisica. Altri ancora invece, non sopportano i “tempi moderni”, con la relativa emancipazione delle donne che, rispetto alla generazione precedente hanno numerose libertà in più, essendo avvantaggiate rispetto alle nonne in molti ambiti.

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