A Hong Kong sono in corso dei violenti scontri fra polizia e manifestanti: costoro si sono messi in moto tra sabato e domenica, occupando il Politecnico. La struttura universitaria è stata occupata da centinaia di studenti, ne sono stati contati fra i 500 e gli 800, i quali stanno rispondendo alla polizia con attacchi molto violenti. Da un lato ci sono i manifestanti che lanciano sassi, e bombe incendiarie, dall’altro gli agenti delle forze dell’ordine, che per costringere i ragazzi a uscire si avvalgono di gas lacrimogeni e proiettili di gomma. La protesta pro-democrazia è in atto da alcuni mesi in realtà, ma fino a questo momento le università non erano state incluse.

Solo questo fine settimana infatti gli studenti assieme ad altre persone esterne, si sono mobilitati e hanno deciso di piantarsi all’interno del Politecnico, dal quale non sembrano intenzionati ad uscire. L’organizzazione delle proteste è molto dettagliata, infatti il gruppo di manifestanti ha programmato tutto, interrompendo tutte le lezioni e le attività universitarie. Secondo quanto riportato dalla BBC, tra questi giovani ci sono moltissimi adolescenti, cha hanno occupato anche la Chinese University, che è tra quelle dotate di maggior prestigio in tutto il paese. Nonostante i tentativi della polizia di espugnare il Politecnico, coloro che si trovano al suo interno sono riusciti a difendersi con sassi e mattoni, più delle armi fatte in casa, preparate all’occasione.

Inoltre, i manifestanti sono riusciti a procurarsi delle maschere per proteggersi dall’attacco della polizia con i gas lacrimogeni. Gli scontri sono avvenuti per la maggior parte sui ponti che collegano il Politecnico con il resto del paese; alcuni studenti hanno provato anche ad uscire, ma sono stati costretti a tornare indietro dall’effetto dei gas lacrimogeni. I bilanci sono preoccupanti, infatti sono state arrestate circa 10 persone e il numero di persone rimaste ferite dagli scontri è arrivato a 38.

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