Giovedì sera a Bologna c’è stata una manifestazione del tutto nuova, caratterizzata da un grande numero di persone, senza violenza, senza urla, senza partito. Si tratta del flash mob delle sardine, che potrebbe essere destinato a ripetersi in Toscana, dal momento che ci sono tutti i presupposti vista la partecipazione degli utenti sui social. Proprio tramite questi mezzi virtuali è nata la protesta, si è divulgata di bocca in bocca tramite Facebook ed ha avuto più del successo sperato. L’idea è stata di quattro ragazzi di 30 anni ciascuno, che hanno deciso di dire addio ai soliti vecchi slogan per dimostrare qualcosa di nuovo.

Così in occasione della venuta di Salvini hanno voluto far vedere a lui e a tutti i suoi seguaci la loro non partecipazione. Mentre il leader leghista in passato ha millantato numeri abnormi di partecipanti alle sue manifestazioni e ai suoi comizi, i manifestanti hanno deciso di essere di poche parole ma di dimostrare la loro grandezza con i fatti. Per partecipare è stato richiesto semplicemente il ritaglio di una sardina su un cartoncino: poi le migliaia di persone che si sono radunate in Piazza Maggiore si sono strette nel motto “Bologna non si lega”, sono state molto coese e unite in ciò.

Ma perché proprio le sardine? Secondo le fonti l’idea degli organizzatori si basa sul comportamento di questi meravigliosi e piccoli pesci, che presi singolarmente sono del tutto innocui. Invece per fronteggiare una minaccia devono unirsi tra loro, formando dei banchi che di fronte ai nemici risulteranno più difficili da sopraffare. Ecco qual era l’intenzione dei manifestanti, essere superiori in termini numerici, essere non violenti sia verbalmente che fisicamente, ma allo stesso tempo dimostrare le proprie ragioni. L’evento è destinato a ripetersi in Toscana in quanto su Facebook ha già raccolto un cospicuo numero di adesioni, che sembra promettere molto bene.

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