La città di Venezia è ancora sommersa dall’acqua: dopo il picco di due giorni fa che ha raggiunto i 187 cm, facendo pensare all’alluvione del 1966, è tuttavia sceso, raggiungendo pochi cm al di sopra dei 150. Ma un’altra triste notizia è giunta ai media: sono stati ritrovati due cadaveri nel sestiere di Castello, una delle zone in cui è suddivisa Venezia. Si tratta di una madre e un figlio, rispettivamente una donna sulla settantina e il figlio 40enne. Sono stati trovati nella propria abitazione privi di vita, non vedendoli più i loro vicini hanno lanciato l’allarme alle forze dell’ordine.

I due corpi non mostravano segni di violenza, inoltre nello stesso appartamento è stato trovato anche un gattino, deceduto nello stesso giorno. L’ipotesi per ora è quella dell’avvelenamento, infatti i due sarebbero stati uccisi dal monossido di carbonio proveniente da uno scaldabagno difettoso. Sono ancora in corso gli accertamenti per verificare l’effettiva presenza di gas tossico nell’aria; madre e figlio sarebbero morti di giorno, a giudicare dai vestiti che indossavano nel momento del loro ritrovamento. La donna è stata trovata in cucina, mentre suo figlio si trovava sul divano del salotto, sdraiato. I soccorsi sono ancora al lavoro per stabilire il punto esatto della fuoriuscita di monossido di carbonio.

Inizialmente si credeva che l’uomo, il figlio 40enne, si fosse trasferito temporaneamente dalla propria madre per non lasciarla da sola in questi giorni in cui la pioggia sta devastando il territorio. Tuttavia dopo aver fatto ricerche sulle vittime è stato appurato che l’uomo viveva con la propria madre da circa un anno, si era trasferito da Mestre e lavorava in un ristorante situato in città. In appartamento hanno lavorato i nuclei Nbrc, sottogruppo dei vigili del fuoco che si occupa di perdite di gas e altre sostanze tossiche. Sul posto, oltre ai pompieri, sono intervenuti anche i carabinieri.

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