Era stato condannato già quarant’anni fa per un triplice omicidio, si chiama Antonio Cenci e oggi ha 60 anni. All’epoca gli fu dato l’ergastolo, e cominciò a scontarlo in carcere fino a oggi; ma qualche giorno fa gli è stato dato un permesso premio. Si tratta di una concessione da parte del direttore dell’istituto penitenziario e del magistrato di sorveglianza, che concedono ai detenuti che hanno osservato una buona condotta 15 giorni di “libertà” in cui i condannati possono coltivare altri interessi, di natura culturale o lavorativa. Tuttavia Cenci ha sfruttato questo periodo per tornare sulla vecchia strada e continuare a compiere atti criminosi.

Stavolta la vittima è stata un uomo di 79 anni che si è trovato sulla strada di Cenci, ad oggi 60enne. Il detenuto ha chiesto all’uomo del denaro, voleva rapinarlo, ma alla risposta negativa del 79enne gli ha sferrato un colpo mortale alla gola con un taglierino uccidendolo. Dopo aver fatto questo è scappato portando con sé il cellulare e il denaro che la vittima aveva addosso, si trattava di pochi soldi. Quando le forze dell’ordine hanno ritrovato Cenci, vicino a una stazione metropolitana a Milano costui aveva ancora in mano l’arma del delitto sporca di sangue, anche i suoi pantaloni erano insanguinati.

Antonio Cenci è originario di Foggia, e sfogliando i vecchi documenti relativi alla sua vita, è emerso che a soli 15 anni ha commesso il primo omicidio, la vittima era un metronotte. Cinque anni dopo, a 20 anni invece, ha compiuto l’assassinio che gli è costato l’ergastolo, uccidendo a sangue freddo tre carabinieri con una pistola automatica: questi lo avevano fermato in un posto di blocco su un’auto rubata. Nel primo caso, quando era ancora adolescente, venne assolto in quanto dichiarato mentalmente incapace; quando invece uccise i tre carabinieri, negò sempre tutto, anche sotto arresto affermò che a premere il grilletto furono degli sconosciuti a bordo di una macchina.

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