Una vera e propria carneficina quella che si è verificata in Messico, dove una famiglia di mormoni è stata massacrata, quasi sicuramente da una banda criminale. L’ampia famiglia si stava spostando dalla città di Bavispe quando il gruppo ha teso l’imboscata: le scene sono raccapriccianti e i criminali, appartenenti a un cartello della droga locale, non hanno risparmiato neppure i più piccoli. Da quanto riportato dalle fonti ufficiali infatti, persino i lattanti, incapaci di camminare, sono stati uccisi: erano legati al seggiolino delle macchine e sono finiti bruciati vivi. La famiglia si chiama LeBaròn, ha subito un terribile lutto a dieci anni di distanza dall’assassinio di altri due membri.

Questi avevano opposto resistenza alle organizzazioni criminali del luogo, affrontando le gang che minacciavano il territorio. Le conseguenze delle lotte fra i cartelli sono spietate, come si può vedere da alcune immagini rese note dopo l’imboscata. Auto carbonizzate con i fori dei proiettili riconoscibili, corpi bruciati al loro interno senza alcuna distinzione di sesso o di età. È stato rintracciato un Suv sulla strada del massacro, al suo interno sono stati ritrovati alcuni corpi, quelli delle vittime: una donna con i suoi quattro figli, di cui due gemelli di appena sei mesi, un bambino di otto anni e il fratello maggiore di dieci anni.

Alcuni dei bambini sono riusciti a scappare e a mettersi in salvo, per gli altri non c’è stato nulla da fare. Secondo le testimonianze dei superstiti, gli altri bambini, mentre erano intenti a fuggire dagli aggressori, sono stati colpiti e uccisi a sangue freddo. Una donna mentre usciva dall’auto con la speranza di sopravvivere è stata colpita al petto. Sui social è stato fatto un appello, per sensibilizzare sia il governo che l’opinione pubblica su un problema che va avanti da troppo tempo. È una richiesta disperata alle autorità affinché facciano qualcosa per frenare questa violenza.

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