Una rapina finita male: questa la causa che ha portato all’omicidio di un’anziana donna di 91 anni a Tolfa, una cittadina che si trova a circa 70 km da Roma. La donna era molto conosciuta in paese, che conta intorno ai 5mila abitanti: in passato era un’insegnante, negli ultimi anni è rimasta a casa, accudita da una badante. Poi la tragedia, quando le figlie della donna si sono recate nell’abitazione della madre e si sono ritrovate davanti una scena terribile. La donna era a terra, come se fosse caduta dalla sedia, poteva sembrare un incidente ma il suo volto era deformato e tumefatto, qualcuno l’aveva aggredita colpendola fino a ucciderla.

La casa inoltre era in disordine, i mobili aperti, c’erano caos e scompiglio quindi era evidente che qualcuno fosse entrato in cerca di qualcosa. I sospetti sono caduti sul figlio della badante della vittima, un ragazzo di 23 anni di origine albanese, con problemi legati all’alcolismo. Costui si sarebbe introdotto nell’abitazione dell’anziana insieme ad un’altra persona, la loro intenzione era quella di rapinare la donna, così hanno cercato denaro in ogni dove. Non hanno trovato molto però, nonostante la ricerca, così il 23enne in preda alla rabbia mischiata all’effetto dell’alcol, ha aggredito l’anziana signora prendendola a pugni fino a ucciderla.

Il 23enne ha trovato all’incirca qualche centinaio di euro, troppo poco per i suoi gusti, perciò ha ucciso la padrona di casa. Gli agenti lo hanno rintracciato e arrestato, dopo aver fatto i rilievi in casa sua: hanno trovato i vestiti dell’uomo sporchi di sangue. L’assassino li aveva messi in lavatrice, erano pronti per essere lavati, eliminando così le prove dell’omicidio. Questo ritrovamento ha fatto cadere qualsiasi dubbio in merito al giovane albanese, che è stato portato via; il caso è stato risolto molto velocemente, in meno di un giorno è stata fatta giustizia per la 91enne assassinata.

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