Ha 89 anni ed è sopravvissuta ad uno degli stermini di massa che hanno segnato la storia dell’umanità: la senatrice Liliana Segre, famosa per la sua storia che l’ha vista come sopravvissuta ad Auschwitz. Ma ciò non basta, secondo una raccolta di dati fatta dall’Osservatorio sull’anti-semitismo, a fermare l’odio di alcuni che continuano a rivolgerle offese con cadenza quotidiana. La donna è stata nominata senatrice a vita, in virtù del suo passato fatto di sofferenza, con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico alla tematica nazismo, per tenere vivo il terribile ricordo affinché anche le generazioni successive siano coscienti del passato e affinché non si ripeta mai più qualcosa del genere.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha colto l’occasione per condannare un tale atteggiamento, nella giornata nazionale del folklore e delle tradizioni popolari. Ha affermato la sua volontà di introdurre delle norme che possano porre un freno al linguaggio dell’odio; bisogna eliminare, come ha detto lui, l’Italia brutta, quella fatta di persone che riversano odio, che inviano centinaia di messaggi alla senatrice Liliana Segre. Andrebbero studiate delle norme che contrastino tale odio a tutti i libelli, dal pubblico alle comunicazioni virtuali, anche quelle che si svolgono sui social network, affinché si riesca a fermare una volta per tutte quest’odio dilagante.

L’indignazione da parte dei personaggi politici è stata unanime, lo sdegno non ha avuto differenze da un partito all’altro. Tra coloro che si sono pronunciati c’è Elisabetta Casellati, che ha sottolineato come dei messaggi del genere siano un insulto non solo alla senatrice Segre ma alla storia di tutto il paese. Infatti, proprio mettendo da parte la violenza, l’odio, siamo arrivati ad ottenere la tanto ambita democrazia, il progresso. Anche Zingaretti si è detto schifato dalle continue vessazioni che la senatrice deve ricevere ogni giorno in rete: si tratta di messaggi gravi, che ormai non possono essere più ignorati.

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