Barcellona è invasa dai manifestanti e nella capitale spagnola regna il tumulto, con strade bloccate e cittadini infuriati. Il motivo è lo sciopero per la condanna del leader Oriol Junqueras, alla guida della formazione secessionista Esquerra Republicana, che è la più forte esistente. L’uomo è stato condannato a 13 anni di carcere, ma non è il solo: con lui sconteranno la pena altri secessionisti, se ne contano almeno dodici. La manifestazione di protesta ha bloccato tutta la città di Barcellona, infatti sono stati sospesi gli ingressi anche nel monumento simbolo che ogni anno attira milioni di tristi, ovvero la Sagrada Familia.

I responsabili hanno avvisato eventuali visitatori che l’ingresso nella chiesa non può essere garantito, data la situazione della città. Mentre nella parte centrale, dove si trova la maggior parte dei manifestanti, la situazione è più tranquilla, nelle altre zone le cose si sono fatte violente, la tensione fra cittadini e agenti della polizia ha degenerato. I poliziotti sono stati costretti a usare dei proiettili di gomma contro i rivoltosi, in quanto alcuni di loro hanno assunto degli atteggiamenti violenti e pericolosi. Secondo quanto riportato dalle fonti, alcuni hanno lanciato grosse pietre contro la polizia, altri addirittura transenne di metallo.

Questo il resoconto della giornata di ieri, che è stata la quinta in cui si è svolto lo sciopero; migliaia se non milioni di persone si sono recate nella capitale da tutti i punti della Catalogna. La folla è tanto grande che c’è stata la necessità di chiudere alcune strade, tra cui quella al confine con la Francia. Caos e confusione, questo si può vedere dai filmati di testimonianza: in alcuni punti gli agenti delle forze dell’ordine hanno dovuto mettere in azione dei lacrimogeni per disperdere la calca. La situazione è tesa e non si può dire per quanto altro tempo andrà avanti.

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