Una vera e propria strage quella avvenuta qualche giorno fa a Lampedusa, con precisione a sole sei miglia dall’isola siciliana. Un barcone carico di migranti ha finito il carburante e dopo alcuni minuti l’imbarcazione è naufragata e, appena è stato possibile effettuare le ricerche, è stato ritrovato a circa 60 metri di profondità. Le condizioni metereologiche hanno impedito ai sommozzatori delle squadre di soccorso di mettersi subito alla ricerca dei cadaveri. Non appena è stato loro possibile, grazie anche all’ausilio di un robot subacqueo hanno recuperato 12 corpi. Il robot stava perlustrando la zona da giorni ormai, quando è arrivato il triste riscontro delle vittime del mare.

Fra queste vittime ce ne sono alcune giovanissime, ovvero una bambina di 12 anni e una giovane madre: quest’ultima ha suscitato la commozione di molti. Infatti il suo corpo è stato ritrovato mentre si stringeva a quello del figlio un neonato che le si era aggrappato nello spavento. La dinamica dell’incidente secondo quanto riportato dalle fonti è la seguente: quando è finita la benzina sono stati allertati i soccorsi. Quindi le motovedette si sono dirette verso l’imbarcazione, e quando i passeggeri le hanno viste hanno iniziato ad agitarsi sul barcone già in condizioni di precarietà.

Quindi la barca ha cominciato a riempirsi di acqua e l’agitazione, i movimenti delle persone che si trovavano a bordo, ne hanno causato il ribaltamento. Gli uomini della guardia costiera si sono impegnati sin dall’inizio nella ricerca delle salme, fino ad ora ne sono state recuperate 12, si tratta di giovani donne. Le origini delle vittime sono ivoriane; c’è un gruppo di passeggeri che è riuscito a mettersi in salvo, il bilancio è di 22 superstiti. Le stragi in mare a Lampedusa sono un fenomeno tristemente ricorrente, infatti il sindaco ha lanciato un appello all’Unione Europea affinché si faccia qualcosa per evitare tutte queste morti.

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