Erano circa le due di venerdì notte quando Ciro Curcelli, un agente della polizia penitenziaria, ha sterminato la propria famiglia. Aveva due figlie di 12 e 18 anni, Miriana e Valentina: nel mezzo della notte è andato in camera da letto con la sua pistola, ha sparato prima alla moglie. Poi con la stessa arma ha aperto il fuoco sulle sue due figlie, uccidendole nel sonno; in seguito ha chiamato i carabinieri dicendo loro cosa aveva appena fatto, poi ha annunciato il proprio suicidio, dicendo agli agenti che avrebbe lasciato la porta di casa aperta per quando sarebbero arrivati. E così ha fatto, dopo aver ucciso le donne, ha puntato la pistola alla propria testa e si è tolto la vita.

È accaduto a Orta Nova, nel foggiano e l’arma utilizzata era una pistola d’ordinanza, una calibro 9. La coppia aveva anche un altro figlio, un ragazzo di nome Antonio, di 26 anni che lavora a Ravenna. Il fidanzato della figlia maggiore ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui ha detto di non aver mai notato problemi familiari, la famiglia dell’uomo sembrava serena. Lui e Valentina, racconta, stavano insieme da poco più di un anno e mezzo, non conosceva i suoi genitori ma qualche volta ha incontrato la sorella piccola della ragazza, Miriana.

Uno dei colleghi, Daniele Capone, lo ricorda come una persona discreta, silenziosa e tranquilla. Era un grande tifoso del Foggia Calcio, spesso ne parlava con i suoi amici, appassionati come lui al calcio. I vicini non hanno notato nulla di strano prima della tragica serata, hanno sentito dei colpi di pistola che li hanno messi in allarme. Secondo alcuni dei conoscenti, si trattava di una famiglia tranquilla, ma avevano notato che negli ultimi tempi Ciro era un po’ depresso, spesso aveva dei comportamenti strani, come se avesse la testa fra le nuvole, come hanno raccontato.

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