Un lavoro molto intenso e personale quello di Mika, si tratta dell’ultimo album rilasciato, il quinto in studio, che ha un nome molto particolare. Se fino ad ora l’artista inglese non aveva mai utilizzato il suo nome, adesso l’ha usato addirittura per dare il titolo al suo ultimo lavoro, che si chiama My name is Michael Holbrook. Secondo alcuni è una decisione presa per rivendicare se stesso, prendendo le distanze dal personaggio che ha interpretato fino a questo momento, ritrovando la sua vera natura, facendo pace con il suo passato. Il solo fatto di pronunciare il suo nome gli ha permesso di prendere delle nuove consapevolezze.

In precedenza il cantante si era rifiutato di riconoscere la sua identità come tale, non ha saputo ben spiegare il perché, è stata una scelta alquanto istintiva. Probabilmente questa storia ha a che vedere con suo padre e il rapporto complicato che aveva con lui. Una relazione difficile e complicata da descrivere con le proprie origini, in cui sono implicate delle perdite affettive che hanno rivestito un’enorme importanza nella vita del cantante. Oggi le cose sono migliorate, come ha detto lui in un’intervista, è molto più felice rispetto agli ultimi 10 anni appena trascorsi.

Eppure i periodi complessi non vanno mai via del tutto e certe cose vanno affrontate comunque. Ecco perché la scelta di sbandierare il proprio nome di battesimo dopo anni: la mamma stessa dell’artista inglese ha cominciato a chiamarlo Mika sin da quando costui era piccolissimo, addirittura a un’ora prima della sua nascita. My name is Michael Hoolbrook è stato scritto tra Miami, Londra e la Toscana: in questa regione il cantante si reca spesso, in una località situata a circa 30 minuti da Firenze. Qui, ha detto lui, si sente a casa, e fra poco trasmetterà la sua serenità ai fan quando porterà in giro il suo Revelation Tour.

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