Aveva solo 13 anni quando ha deciso di togliersi la vita lanciandosi dal nono piano di un edificio: si tratta di una ragazzina di Roma. La tragedia è avvenuta domenica nella zona di Valle Aurelia, nel tardo pomeriggio, e al momento sono in corso le indagini per capire cosa possa aver spinto la giovane vittima a commettere un atto del genere. È stato avviato un procedimento contro ignoti coordinato dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, ma gli inquirenti stanno controllando attentamente tutti i dispositivi della giovane ragazzina. L’ipotesi di cyberbullismo è dovuta al fatto che un social network molto utilizzato dalla vittima era pieno di messaggi rivolti contro di lei.

Frasi spinte e cariche di odio da parte di anonimi, che avrebbero spinto la ragazza al suicidio. Sul social si possono leggere anche alcuni commenti di una sua amica che ha tentato di difenderla in tutti i modi. Tuttavia non sono serviti a nulla, la ragazzina ha comunque preso la decisione di togliersi la vita, ossessionata probabilmente dai continui insulti ricevuti in rete. La sua famiglia stava attraversando un momento di crisi quando lei ha deciso di lanciarsi da quel nono piano. Si ipotizza il reato di istigazione al suicidio, ma sono ancora in corso le indagini per risalire agli anonimi autori dei messaggi.

Purtroppo casi simili si sono già visti: lo scorso 25 settembre è toccato a una bambina di appena 10 anni, ma per fortuna le cose sono andate diversamente, è stato evitato il peggio. Una donna anziana, ha notato la piccola e, una volta capite le sue intenzioni di togliersi la vita lanciandosi nel vuoto, ha cominciato a urlare seminando il panico nei dintorni. Grazie a lei e ad alcune persone che si sono affollate intorno all’edificio, sono intervenuti due agenti di polizia che sono riusciti a dissuadere la bambina, riportandola a terra sana e salva.

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