Terrore in un centro islamico, dove i metodi di disciplina erano tutt’altro che tranquilli. È accaduto a Padova, nel centro di preghiera Bangladesh Cultural Center: il giovane Imam, un ragazzo di 23 anni, è stato accusato di maltrattamenti nei confronti di bambini di età compresa fra i 4 e i 5 anni. Le punizioni corporali consistevano in pugni, schiaffi, tirate di orecchie e spintoni ogni volta che uno dei piccolissimi allievi sbagliava a recitare le preghiere. Questi bambini si recavano al centro tutti i giorni di pomeriggio, anche il sabato e la domenica, ma ad un certo punto le famiglie hanno notato qualcosa di strano.

Il comportamento dei bambini nel corso del tempo è cambiato ed essi stessi hanno denunciato a casa le violenze subite. Questi giovanissimi alunni oramai vivevano in un clima di terrore e panico, avevano perso l’entusiasmo che caratterizza i bambini della loro età, in preda all’ansia per le terribili lezioni che li attendevano. Le maestre dei bambini si sono accorte del cambio di comportamento e sono state subito allarmate a motivo di ciò. Perciò hanno segnalato le stranezze all’ufficio minori della Questura di Padova, sottolineando che il gruppo che aveva degli strani atteggiamenti era composto da bimbi bangladesi.

Le indagini hanno portato gli inquirenti alla triste verità, ovvero che ad ogni errore dei bimbi nella recitazione delle preghiere corrispondevano minacce o addirittura botte, nella peggiore delle ipotesi. Nelle mani degli agenti è finito anche un video che prova la colpevolezza dell’Imam 23enne che maltratta i bambini, suoi connazionali. Il sindaco Sergio Giordani ha espresso il suo apprezzamento nei confronti della Digos e della Procura, che hanno portato a termine le indagini inchiodando il colpevole. È inammissibile infatti che dei bambini così piccoli siano sottoposti a tali torture sia fisiche che psicologiche e bisogna reprimere con ogni mezzo a disposizione questo tipo di fenomeni.

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