È già stato fatto in altri paesi, in altri ordinamenti, e ora la proposta avanzata da Enrico letta sta prendendo piede anche in Italia. Si tratterebbe di abbassare la soglia di voto a 16 anni e la questione è stata valutata da diversi esponenti della politica, tra cui Giuseppe Conte, intervistato dalla redazione di Skuola.net. secondo il premier i giovani a 16 anni sono perfettamente maturi e consapevoli per esercitare il diritto al voto e, anche se ancora non è stata fatta una proposta ufficiale, questa andrebbe analizzata in parlamento. Conte non è stato l’unico a pronunciarsi, ma l’argomento è stato introdotto da Letta su La Repubblica.

Dopo aver osservato i giovani riversarsi nelle piazze con tanto entusiasmo, Letta ha affermato la sua convinzione, bisogna agire ora. I ragazzi hanno dimostrato la loro passione, ora spetta al governo il prossimo passo, ovvero quello di prenderli sul serio. Aveva avanzato la proposta già due anni fa, ora con la nuova coalizione si è presentata una nuova occasione per metterla in pratica. Anche Di Maio si è pronunciato a favore di tale proposta: come ha scritto sul suo profilo Facebook, se un sedicenne ha il diritto di lavorare e pagare le tasse, dovrebbe anche poter decidere chi governa il suo paese.

Anche Giuseppe Sala si è mostrato favorevole alla proposta; l’unico che non sembra tanto entusiasta è Mario Monti, che ha definito il tutto un mero contentino. Il senatore, ospite a Radio Italia, ha detto, bisognerebbe effettuare delle politiche youth friendly, che aiutino sul serio i giovani, in quanto quello del voto sarebbe solo un contentino, come lo ha definito lui. Subito inoltre è arrivata la reazione della Lega, i cui esponenti hanno affermato che loro la proposta l’avevano avanzata già da tempo, ma è stata ignorata. Il governatore del Friuli ha comunque detto che è stata una buona presa di coscienza.

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