Sta raccogliendo sempre più consensi e più partecipazione soprattutto fra i giovani il movimento ambientalista iniziato dalla nota Greta Thunberg, la ragazza svedese che da qualche tempo ha cominciato a promuovere scioperi e manifestazioni in nome dell’ambiente. E così anche oggi sulla scia della studentessa che da tempo ha saltato la scuola per protestare di venerdì, migliaia di studenti in oltre 150 città italiane si sono riversati per strada speranzosi. L’obiettivo delle manifestazioni è quello di smuovere la coscienza del pubblico, ma soprattutto quello di mobilitare le forze politiche in modo che facciano qualcosa per limitare le emissioni tossiche.

In Italia è già la terza volta, il terzo venerdì dell’anno in cui i ragazzi scendono in piazza per parlare del proprio futuro. I partecipanti, sulla scia di Fridays For Future, che su Twitter ha un account con miriadi di followers, si soffermeranno su almeno tre richieste: la prima è l’abbandono di forme di energia fossile con l’obiettivo di raggiungere zero emissioni entro il 2050. La seconda richiesta è una giustizia climatica a livello mondiale, il che comporta il rispetto degli standard ambientali da parte di tutti i paesi del mondo, nessuno escluso. Il terzo punto invece si basa sulla diffusione delle corrette informazioni sul problema del cambiamento climatico.

In un ambiente in cui ognuno è libero di pensarla a modo proprio bisogna ascoltare le voci autorevoli degli studiosi, di chi si occupa di questi fenomeni da anni. L’opinione pubblica è divisa sul fenomeno Greta: da un lato chi sostiene che la sedicenne sia strumentalizzata da un sistema che lei stessa cerca di combattere; dall’altro lato chi la sostiene confidando che un domani possa esserci un vero cambiamento. Nel nostro paese il Ministro dell’Istruzione ha addirittura inviato una circolare alle varie scuole affinché le assenze di oggi siano considerate giustificate ai fini della valutazione accademica.

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