Li chiamavano “La banda dei Rolex” il gruppo di rapinatori seriali che con il loro sistema ben consolidato e collaudato. Giravano sullo scooter per le strade di Milano e prendevano di mira lo sfortunato automobilista, poi, una volta che questo parcheggiava e scendeva dalla vettura, partivano all’attacco. Aggredivano il guidatore e lo derubavano con un solo obiettivo, ovvero il Rolex, da cui è scaturito il nome della banda di criminali. I colpi sono stati portati a termine nei mesi tra novembre 2017 e marzo 2018, ed è stato totalizzato un bottino del valore complessivo di circa 100mila euro.

Sono state arrestate sei persone, tutte di origine partenopea, tutti molto ben organizzati: ognuno di loro aveva uno specifico ruolo. Gli agenti della polizia locale hanno fatto numerose intercettazioni telefoniche, analizzato tabulati e controllato mezzi. Dopo numerose indagini sono riusciti a rintracciare i criminali, li hanno pedinati e li hanno arrestati; gli esecutori erano uomini adulti, avevano rispettivamente 43 anni, 37 anni e 35 anni. Questi si occupavano dell’esecuzione pratica delle rapine, agendo in accordo secondo uno schema ben preciso. Un arduo compito degli inquirenti è stato anche quello di riuscire a capire quale fosse il ruolo di ognuno dei sei.

Un uomo di 52 anni invece si occupava dello spostamento dei motorini: ogni volta che veniva eseguito un colpo costui spostava il mezzo dal luogo del crimine per non attirare l’attenzione della polizia. L’uomo si occupava anche dell’osservazione e del pedinamento delle vittime: si appostava in un luogo in cui poteva osservare i vari movimenti degli automobilisti. A lui spettava inoltre individuare nuove vittime da sottoporre alla rapina; nella banda c’erano inoltre un uomo di 41 anni che pure si occupava dello spostamento degli scooter e infine un uomo di 48 anni. Quest’ultimo trovava gli edifici in cui sistemare la refurtiva dicendo alle agenzie immobiliari che gli uomini con lui erano operai.

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