Una buona notizia da parte dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom): per la prima volta in Italia cominciano a calare i casi di tumore. L’associazione ha stilato un rapporto in cui considera la mortalità e il numero di casi dell’anno 2019: come ha spiegato la presidente Stefania Gori, sono stati fatti grandi progressi in termini di sopravvivenza e qualità di vita grazie al miglioramento delle terapie, ma anche grazie ai programmi di prevenzione. Si parla di prevenzione primaria, ovvero quella il cui scopo è un cambiamento dello stile di vita che determina un decremento dei fattori di rischio per la malattia.

Sono circa un milione le persone che oggi conducono uno stile di vita che può considerarsi sano, dopo aver avuto la diagnosi di cancro; mentre sono tre milioni e mezzo quelli che sopravvivono grazie alle cure. Tra tutti i tumori quello al seno è il più frequente, grazie ai programmi di screening è la diagnosi precoce viene la sua incidenza è aumentata. Tra i big killers ci sono inoltre il cancro del colon-retto, della prostata e del polmone. Quest’ultimo è in netto aumento fra la popolazione femminile, dove è stato riscontrato un aumento percentuale del 2,2%.

Tale aumento è giustificato dall’aumento dell’uso della sigaretta tra il pubblico femminile negli ultimi anni: negli uomini la tendenza è invertita. La presidente Gori ha messo in particolare rilievo l’importanza dei programmi di screening: infatti determinati tipi di tumore come quello del seno, sono più frequenti al Centro e al Nord per la maggiore estensione di tali programmi. Grazie allo screening molti tumori vengono individuati in fasi precoci in cui è ancora possibile intervenire con alte probabilità di guarigione per i pazienti, cosa che non avviene se la diagnosi viene effettuata tardivamente. Sempre grazie ai programmi di screening inoltre, è stato registrato un tasso maggiore di sopravvivenza nelle donne rispetto agli uomini.

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