È stato messo in atto il codice rosso, introdotto lo scorso 8 agosto, in un caso di violenza familiare a Pisa. Protagonista della spiacevole vicenda è una famiglia bosniaca di origini rom: da lungo tempo andavano avanti i maltrattamenti del padre nei confronti delle due figlie. La colpa delle due ragazze era quella di non voler sposare gli uomini che il papà aveva scelto per loro, due cugini del campo rom. Così il genitore è stato fermato e arrestato con l’accusa di induzione al matrimonio, reato introdotto ultimamente con l’avvento del codice rosso.

Ma non finisce qui: all’accusa di induzione al matrimonio si aggiungono le violenze sulle figlie perpetrate in tutti questi anni. Una delle due ragazze ha già raggiunto la maggiore età, l’altra è ancora minorenne, ma per entrambe l’età non ha fatto la differenza quando il padre le ha sottoposte a maltrattamenti. Secondo le fonti, queste violenze vanno dagli schiaffi, calci e pugni, fino a vere e proprie punizioni che duravano giorni. Ad esempio alle giovani ragazze venivano tagliati i capelli, poi venivano tenute segregate all’interno della roulotte, dove si nutrivano con l’essenziale per giorni, mangiando solo pane e bevendo acqua.

Ad aggravare la rabbia che il padre provava nei loro confronti, oltre al fatto che le due figlie non volevano sposare i propri cugini, c’era il fatto che avevano trovato due fidanzati all’esterno. Tuttavia il padre aveva già concluso l’affare con i consanguinei: si tratta di una compravendita vera e propria, i due uomini hanno pagato una somma di denaro e in cambio avrebbero sposato le due giovani. Così per lungo tempo il padre ha inflitto punizioni corporali alle proprie figlie, anche per impedir loro di frequentare i propri fidanzati, per tenerle confinate nell’ambiente familiare del campo rom, dove entro qualche tempo non specificato, avrebbero sposato i propri cugini.

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