Aveva soli 10 anni la piccola Lily quando si è spenta, un paio di giorni fa. La bambina aveva cominciato a stare male, aveva i classici sintomi di una comune infezione virale, febbre alta e mal di testa. Ma quando i genitori l’hanno portata in ospedale i medici hanno capito che c’era qualcosa di più grave che tormentava la piccola Lily: si tratta dell’ameba mangia-cervello. Questo organismo è chiamato comunemente così perché una volta all’interno delle cavità nasali, risale attraverso i bulbi olfattivi e giunge fino al cervello. Dove si nutre di tessuto nervoso e continua a crescere e moltiplicarsi.

Lily è stata contagiata quando ha fatto il bagno nel lago Whitney, in Texas; la bambina si era recata in zona insieme alla famiglia per festeggiare il Labour Day.  Quando è tornata a casa, la bambina non avvertiva alcun sintomo, ma nei giorni successivi ha cominciato ad avere la febbre alta. I sintomi sono peggiorati fin quando Lily ha perso i sensi ed è stato allora che i genitori l’hanno portata d’urgenza al pronto soccorso locale. I medici hanno capito che non si trattava di un caso semplice, così l’hanno trasportata in elicottero al Cook Health Care System, un ospedale pediatrico.

Qui le è stato fatto un prelievo spinale, quindi i medici hanno riscontrato la presenza dell’ameba nel corpo di Lily. È a causa del parassita che la bambina ha contratto la meningoencefalite amebica. Nonostante le cure tempestive, purtroppo non c’è stato nulla da fare per la piccola Lily, che si è spenta in ospedale. Tutti i conoscenti e gli amici della famiglia sono sconvolti: le autorità hanno preferito evitare allarmismi affermando che, per quanto l’ameba sia presente nelle acque dolci a temperature calde non sia necessariamente un fattore di rischio. In Italia fu registrato un caso analogo molti anni fa.

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