Era stato sottoposto agli arresti domiciliari lo scorso 27 giugno Andrea Carletti, il sindaco coinvolto nello scandalo di Bibbiano. La vicenda ha suscitato l’indignazione in tutto il paese e soprattutto è stata sfruttata anche politicamente da alcuni avversari del sindaco, esponente del Partito Democratico. Costui era coinvolto nell’affare degli affidamenti illeciti di bambini che, una volta sottratti alle famiglie di origine, venivano dati a conoscenti o a persone di convenienza. Da due mesi e mezzo il sindaco è rimasto in casa a scontare gli arresti domiciliari, ma ora grazie al lavoro dei suoi avvocati difensori, la pena è stata attenuata.

Infatti il Tribunale della Libertà ha disposto per Carletti l’obbligo di dimora, ovvero l’uomo dovrà restare in casa dalle 22 alle 7. Tale caso è stato discusso lunedì nel tribunale di Bologna e ha portato a questa conclusione; inoltre, sul capo del sindaco pendono le accuse di abuso di ufficio e falso ideologico. Tuttavia Carletti, come è emerso dall’interrogatorio, intende portare a termine il suo mandato e continuare a esercitare la sua carica di sindaco nell’intento di realizzare i suoi doveri politici. Anche se, secondo il collegio di giudici c’è il pericolo che vi sia una reiterazione di reati analoghi a quelli commessi.

Il sindaco di Bibbiano negli scorsi giorni ha presentato una querela nei confronti di coloro che hanno espresso il loro disappunto all’epoca dei fatti, ma anche successivamente. Sono stati segnalati 147 messaggi, fra post ed email ritenuti offensivi per il contenuto minatorio. Fra questi figurano anche le parole di Luigi Di Maio, che prima della caduta del governo Lega-5S aveva scritto di non voler avere nulla a che fare con il sindaco e con il partito; molti si sono scagliati contro i responsabili dello scandalo che ha coinvolto bambini innocenti sottoponendoli a elettroshock e strappandoli ai genitori.

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