Due anni di stupri e abusi ai danni di un operaio di 37 anni: questa la triste storia accaduta a Mirandola, in provincia di Modena. La vittima è stata portata in ospedale dopo l’ennesimo episodio di violenza e qui i medici sono stati costretti a metterlo in coma farmacologico, dopo ben tre interventi chirurgici. Il 37enne veniva sistematicamente violentato e pestato, in maniera così brutale e violenta che varie volte era stato portato in ospedale. In molte di queste occasioni ad accompagnarlo era proprio il suo carnefice, che lo costringeva a raccontare il falso sul modo in cui si era procurato le lesioni.

Dopo il risveglio dal coma, l’uomo vittima delle aggressioni era terrorizzato, ma è stato convinto a parlare dai due investigatori che si trovavano sul luogo. Grazie alle testimonianze, il colpevole è stato fermato e arrestato: si tratta di un uomo di 39 anni, un imbianchino di origini campane. Inizialmente la vittima non ha voluto collaborare, intimidito dalle conseguenze, così ha sporto denuncia per un’aggressione da parte di ignoti; ma successivamente ha confidato agli agenti gli scorsi anni da incubo in cui era succube di una violenza sia fisica che psicologica. Infatti il 37enne era completamente sotto il controllo del suo aguzzino.

Quest’ultimo gestiva anche le sue risorse economiche, controllava sotto ogni aspetto la vita della sua vittima: non gli pagava lo stipendio, ma gli comprava lui alimenti e sigarette. La violenza era diventata il mezzo di comunicazione fra il datore di lavoro e l’operaio, che era divenuto schiavo del 39enne. I medici hanno riscontrato delle importanti ferite, il frutto delle percosse che si sono protratte nel tempo; in un’occasione la vittima ha avuto la frattura di un braccio. Inoltre, sono state ritrovate lesioni agli organi interni e cicatrici, che testimoniano la brutale violenza a cui è stato sottoposto l’operaio.

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