È avvenuto ieri alle prime luci dell’alba, verso le ore 6:35, la raffineria Eni di Sannazzaro de’ Burgondi, in provincia di Pavia. La raffineria in questione è una delle più grandi di tutto il paese; quando c’è stato lo scoppio, tutti i cittadini residenti nelle zone limitrofe hanno sentito un terribile boato. All’esplosione è seguito un incendio, a causa del quale si è alzata una colonna di fumo nera verso il cielo, rendendo l’aria poco respirabile. Il comune ha tranquillizzato i cittadini comunicando loro l’attivazione delle varie procedure comunali per contenere l’incendio. Fortunatamente non ci sono stati morti o feriti, nessuno è stato danneggiato dall’esplosione.

Il danno si è limitato solo a una porzione dell’impianto e da quello che è stato riferito dall’Eni non è rimasto colpito nessun impiegato in alcun modo da quanto avvenuto. Inoltre, secondo i responsabili non c’è stato affatto l’incendio ma la colonna di fumo si è generata in altro modo e comunque è svanita nell’arco di dieci minuti. Dopo l’incidente sono stati fatti accertamenti per verificare le condizioni di sicurezza della raffineria, subito è stato posto rimedio e l’allarme è cessato un’ora dopo. Ancora sono in corso le valutazioni degli esperti, che quantificheranno l’entità dei danni scaturiti dalla deflagrazione.

Intanto, per tranquillizzare la popolazione, è stata allertata l’Arpa Lombardia, che ha effettuato i primi rilievi e in seguito ha affermato che in seguito all’innalzamento della colonna di fumo non ci sono state significative modifiche dell’aria. Si sono messi subito all’opera tecnici del comune per mettere in sicurezza tutta l’area. Degli incidenti simili si sono verificati anche durante gli scorsi anni, infatti nel 2016 ci fu un’esplosione che causò la distruzione dell’impianto Est. All’epoca i cittadini furono invitati a chiudersi in casa, con le finestre sigillate; inoltre, un operaio rimase intossicato dall’inalazione di fumi tossici, ma per fortuna non ci furono feriti.

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